jueves, 26 de mayo de 2011

El sabio II

- Scelde un cantante

Ella le mira, algo desconcertada, sin saber quién es ese hombre, más bien mayor, que, sentado a su lado, observa el paisaje con la misma dulzura en su rostro con que ella lo hace en su corazón. Él se gira, sonriendo levemente, invitándola a hablar.

- Alejandro Sanz

- Chi è?

- È un artista spagnolo

- Ah, sei spagnola allora

- Si

- Perchè lui?

- Non lo so veramente, questa mattina mi sono svegliata e era lo unico che volevo sentire

- E non sai la ragione?

Intentaba preguntarle algo sobre él, si era italiano, o no sé, quién era! Pero él no le dejaba ni un segundo entre pregunta y respuesta, no había oportunidad. Por algo debía ser.

- Può essere – dice sin dejar de mirar al frente – penso che mi manca troppo mio fratello, forse più di quello che voglio ammettere

- Ah, che bello! La famiglia è importante si

- Si, lo so.

- Come mai che ti ricorda così tanto a lui?

- Quando eriamo piccoli, a era piaciuta un saco Shakira, e a lui Alejandro Sanz, e ricordo che litigiabamo per vedere quale dei due era meglio dal altro. E da quando in quando sognavo che faccebano una canzone insieme, sai? E mi imaginanavo a me cantando vicino a lui quella canzone, ma quello è una pazzia perchè nessuno de i due sa cantare, quindi meglio per miei se non la faccebano!

- E ancora ci piace?

- Si, adesso a me piace ancora Shakira, ma anche il’altro, e lo stesso a lui.

- Abita qua?

- No, no, abita nella Spagna, n’anche nella mia città, quindi non ci vediamo tanto...

- La distanza è difficile, ma con la famiglia non c’è mai nessun problema

- Si, qualcuno mi ha detto quello, più o meno: che i problemi con la famiglia sono quelli che sempre se risolveno

- Guarda, ma non è tanto vero

- Lo so, ma è troppo bello pensare così, che non c’è niente abbastanza forte che ti può fare litigare con loro, perchè ci volete tanto bene.

Él responde con un pequeño suspiro.

- E Lei c’ha fratelli?

- Non, sono figlio unico. Ma sempre ho sognato con avere

- Come tutti quelli che non c’hanno!

- Giusto.

- Ha studiato qua anche, quattro anni fa.

- A Perugia?

- Si, a Perugia. A fatto Erasmus, come io adesso. Sono venuta per trovarlo, il 14 di febbraio del 2007.

- Cazzo! Come ricordi?

- Sono brava con le date, haha. Comunque... lui mi ha portato qua. E dal primo giorno che sono arrivata, queste posto mi ha fatto sentire un po più a casa... un po più protetta.

- Protetta di cosa?

- E non lo so! Solo protetta, in senso de che non c’è niente che mi può fare male.

- E è così?

- Hahaha, ma scherzi? No, non è cosí, per niente, ma se mi sento tanto bene, o tanto triste, vengo qua, e canto, e penso, e dopo, torno a la città di nuovo, e tutto sembra più faccile.

- Ma... allora ti succedeno tante cose.

Ella le mira extrañada.

- Perchè?

- E perche ti vedo qua ogni giorno.

- Hahaha, come ti ho detto, mi sento protetta qua, e mi fa pensare meglio, ho tranquilità. Ma anche Lei viene qua ogni giorno?

- Vedi quel palazzo? – Ella le responde con un suave gesto de cabeza- Io abito lì. E si, hai ragione, non sei brava per niente a cantare!

Oh Dios, piensa, mientras se va volviendo más y más roja. Mira al suelo, con la cabeza algo torcida, y los labios apretados, con ganas de reírse de sí misma.

- Avevo curiosità – Dijo ese extraño hombre.

- Su cosa?

- Su te, su la ragione de venire qua, sempre dopo cena o dopo pranzo, e qualche volta nella mattina anche. Per quello sono uscito a parlare con te; troppo curiosità. E anche perchè oggi non canti.

- Haha, ma se non so cantare! Meglio per Lei che non canto!

- Sei preocupata, adesso?

- Si... hanno operato alla mia nona questa mattina, e voglio sentire miei per sapere se tutto è andato bene, come si trova lei e tutto quello... sono troppo nervosa veramente.

- Allora chiamali

- Mi hanno mandato un messaggio, dicono che tutto sta bene, ma non è lo stesso un messaggio che sentire la loro voce... comunque abbiamo detto che li chiamarò venerdì...

- Stai tranquila, se ti hanno mandato quel messaggio è perchè non c’è problema.

- Spero.

Se quedan en silencio durante un buen rato, 15 minutos, quizá 20, cada uno pensando en sus cosas, dejando volar su mente por esa preciosa ciudad.

- Scusa, ma me ne devo andare. Ha stato un piacere.

- A domani bella.

Se miran con cierta complicidad.

- A domani.

- Pomeriggio?

- Dopo pranzo. Ah, dimenticavo dirti che al fine la hanno fato, la canzone.

Una sonora carcajada sale de su boca.

Y después?

Viento.

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